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Don Pietro Carrera Catania e Leonardo Favara, benvenuti nel club dei 100 e lode!

Pubblichiamo con piacere, in attesa di una disamina completa sulle attività svolte in questo quadriennio, il “punto sulla situazione siciliana” proposto da Carlo Cannella.

Il punto sullo scacchismo siciliano: crescita di tesserati e attività giovanile
Due società, con storie diverse, ma entrambi in grande espansione, Don Pietro Carrera Catania e Leonardo Favara toccano quota 100 tesserati e raggiungono altre quattro società siciliane:
Centro Scacchi Palermo (124);
Accademia Scacchistica Monreale (122);
Città di Palermo (111);
Lilybetana Marsala (110).
La società catanese della Don Pietro Carrera, nel suo primo anno, dopo l’apertura della sede nel centro di Catania, ha visto un’esplosione di iscritti passando da 39, nel 2015, a 102 tesserati FSI nell’anno della entusiasmante promozione nella serie master del CIS, prima volta nella storia dello scacchismo catanese.
Per la compagine favarese, la crescita da 67 tesserati a 102 è la riprova dell’ottimo lavoro svolto negli anni nel centro agrigentino.
Ottima l’organizzazione dei due tornei annuali di respiro internazionale nella magica atmosfera della Valle dei Templi.
Confortante l’andamento del 2016, a confronto dei numeri dello scorso anno, nello scacchismo siciliano. La Sicilia l’anno scorso aveva abbandonato il club dei 1000 tesserati con un numero di appena 982 soci, piazzandosi al quinto posto superata da Lazio, Lombardia, Veneto e Piemonte. Il 2016 è stato stranamente e inaspettatamente un anno boom per la Sicilia, anche perché non accompagnato da un evento di livello nazionale che avesse fatto da traino. All’inizio di ottobre 2016 si contano ben 1304 tesserati (322 in più rispetto all’anno scorso). La Sicilia nel 2016 supera, per numero di tesserati, regioni come Piemonte e Veneto e si piazza al terzo posto. A riprova di tale dato, nel 2015 solo il Centro Scacchi Palermo aveva superato la quota di 100 iscritti. Oggi abbiamo sei società sopra i cento.
Tale dato è certamente addebitabile all’attività giovanile svolta dai tre circoli palermitani (Centro Scacchi, Circolo Palermitano Scacchi, Città di Palermo), ma anche dai gruppi di Bagheria e Monreale, ovviamente dal circolo di Marsala, ma anche da Favara e Gela. Nella Sicilia orientale si assiste all’esplosione della Don Pietro Carrera e nella sostanziale tenuta della Kodokan. Purtroppo continua il calo progressivo, anno dopo anno, di Siracusa e Ragusa.
Carlo Cannella 

2 Commenti

  1. Michel dice:

    Ciao Carlo, apprezzo la tua analisi e apprezzo in generale quando la nostra regione riesce ad ottenere una crescita.
    Tuttavia i numeri vanno analizzati nel dettaglio, infatti il numero dei tesserati è solo uno specchietto per le allodole. Per intenderci basta fare un corso nelle scuole e tesserare i ragazzi (di cui magari solo 1-2 continueranno realmente a praticare la disciplina) per avere un boom di tesserati, praticamente inutile dal momento che sono fittizi.
    Come livello di gioco purtroppo siamo lontani anni luce rispetto agli altri, e dobbiamo lavorare duramente per recuperare. Ad esempio a livello nazionale (Olbia) ci siamo piazzati appena decimi, mentre anche per i Campionati Assoluti la Sicilia ha si dei buoni giocatori ma mai nessuno che abbia superato la categoria di FM.
    Un dato invece per il quale ti do spunto per un’ ulteriore analisi è quello di analizzare i tesserati che hanno ottenuto categoria nazionale: ecco quelli non sono tesserati fittizi e devo dire che se analizzi dal 2014-15 ad oggi c’è stato un incredibile aumento, questa si che è una reale crescita del nostro movimento.
    Ad esempio fra i dati che tu riporti leggo Monrealese (122), ma basta che vai a controllare sul sito FSI ti accorgerai che più di 30 non sono nemmeno siciliani, ma frutto di tesseramento del CGS Nazionale, quindi sono giocatori scolastici che nulla hanno a che vedere con il movimento di quell’associazione e che l’anno prossimo chiaramente non figureranno in quella lista.
    Quindi numeri si, ma analizziamoli con criterio.

    Michel

    • Riccardo Merendino dice:

      Sono contento quando il confronto è propositivo e quando diversi punti di vista vengono messi a fuoco. Detto questo voglio osservare che a livello generale non siamo così staccati, come dice Michel, dalle regioni migliori. Il decimo posto è anche frutto delle difficoltà che noi abbiamo a partecipare agli eventi (costosi e distanti) nazionali. Quindi spesso molti dei nostri migliori giocatori vengono a mancare. Faccio un esempio: A Cagliari al Trofeo Coni la Sicilia ha presentato una squadra giovane per la categoria (Under 14) tutta di dodicenni e nonostante il forte livello di gioco ha condotto praticamente in testa quasi tutto il torneo finendo 3/4 solo per aver capitolato duramente con il Veneto….
      Il tesseramento invece quasi sempre è un indicatore molto preciso… Tutte le associazioni sopra i cento (ma anche altre che sono “in zona 100″)
      fanno un grande lavoro (levando i trenta in più “del CGS” la Monrealese rimane comunque a 92 tessere) e se anche le asd perdono molti dei tesserati dell’anno precedente, sono comunque in grado sempre di rinnovarsi, producendo nuovi tesserati dei quali una parte, inevitabilmente, rimarrà nel mondo degli scacchi.
      Inoltre negli ultimi quattro anni la Sicilia ha prodotto ben 3 Maestri Fide e 4 Maestri. So che la strada per Maestro Internazionale è ancora molto lunga ma è indubbio che abbiamo fatto un grande passo in avanti e che (mio punto di vista) la crescita una volta avviata continuerà in modo esponenziale.
      Interessante l’analisi sulle categorie nazionali che conferma che il movimento scacchistico è sano sin dalla base. Lo inserirò come dato statistico importante in un articolo di “saluto” che pubblicherò a breve dando un dettaglio maggiore sulle cose che ritengo positive, e anche su quelle meno buone, di questo quadriennio.

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