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Comunicato Stampa: Attività didattica a Scauri

foto pantelleria

Si è concluso il corso di scacchi per bambini, organizzato nei locali dell’oratorio di Scauri (Pantelleria) dall’istruttore elementare Salvatore D’Avola, iniziato nell’ottobre scorso e continuato per tutto l’anno scolastico con incontri settimanali.
“Sono otto ragazzi che frequentano la quarta elementare e che si sono impegnati con costanza, affrontando l’esperienza con entusiasmo. Alla fine del corso posso dire che hanno raggiunto un buon livello, rispetto naturalmente all’età, hanno sviluppato le capacità che sono sicuramente latenti in ogni bambino e che sono maturate sotto forma di gioco. Mi riferisco al rispetto delle regole, avere una certa disciplina, saper stare in silenzio, non essere troppo orgogliosi quando si vince e nemmeno demoralizzarsi quando si perde, non essere istintivi ma ragionare prima di agire. Sono tutte attitudine che il gioco degli scacchi aiuta a sviluppare.”
Una vera scuola di vita che ha visto crescere una bella squadra affiatata nonostante il gioco sia individuale. Salvatore D’Avola è iscritto alla Federazione Scacchistica Italiana, associato alla AD Scacchi Lilybetana, Scuola di Scacchi di 1° e 2° livello di Marsala, ha manifestato la propria soddisfazione per l’iniziativa pantesca che ha avuto successo anche grazie all’impegno dei genitori che hanno creduto nell’opportunità che veniva offerta ai ragazzi.
Ecco gli otto principianti desiderosi di continuare in futuro la bella esperienza:
Samuel, William, Mirko, Beatrice, Maja, Giuseppe, Gabriel, Giulian, a cui si aggiungono i figli dell’istruttore, Tommaso e Myriam, che hanno dato una mano nell’organizzazione del corso. “L’idea che ha preso piede – racconta D’Avola – è quella di creare anche a Pantelleria una Scuola Scacchi, anche se la logistica ci penalizza non poco, creare tornei e campionati significa confrontarsi con l’esterno, spostarsi sulla terraferma… il mare di mezzo ci limita un po’. L’anno prossimo intendiamo comunque continuare il nostro impegno, speriamo di riuscire a far partire due corsi, uno con questi ragazzi e un altro con eventuali principianti. Questi allievi si sono comportati bene, sono ragazzi che hanno seguito con entusiasmo e manifestano la volontà di crescere in questo sport. Dopo aver imparato le regole del gioco, l’attività si concluso con un torneo semplice a due tornate, abbiamo utilizzato quattro scacchiere e inizialmente ho cercato di formare le copp ie in base al carattere dei ragazzi e alle amicizie che già esistevano, poi nel secondo turno hanno giocato fra di loro i “vincitori” e i “non vincitori” del primo turno, con tempi di 30 minuti.”
L’istruttore ha fatto rivedere ai ragazzi le partite storiche in modo da fornire elementi di confronto e di discussioni utili per imparare a progredire nelle capacità di gioco. Ai ragazzi abbiamo chiesto quali sono gli aspetti che li hanno coinvolti maggiormente, ci hanno raccontato di emozioni, ragionamenti, di mosse facili e di altre meno immediate. Con allegra confusione ci spiegano il “matto del barbiere” che permette di vincere la partita in tempi brevi, il “sacrificio” che porta alla vittoria al prezzo però di sacrificare la maggior parte dei pezzi, il “matto del pezzo” che permette di minacciare due pezzi avversari e la “forchetta” che obbliga ad una scelta. Non c’è che dire: una vera scuola di vita.

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